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Ulisse e il fascino del condannato

Dante_Rindori1Sono indeciso se spegnere la televisione o buttare il giornale. Forse tutte e due. La situazione  internazionale del doping assomiglia sempre più alla cronaca terroristica. Da Parigi a Brussels le campane suonano uguale, eppoi che non venga la voglia di prendere un pullman … Ogni giorno un attentato alla fiducia.  Passa la voglia di informarsi. La pazienza no, quella era finita da un bel pezzo.
Riguardo la situazione sportiva, che definirla critica è un modo gentile per edulcorarne pericolosità e volume, consiglio per non asciugarvi, la cronaca nel robusto e ben argomentato post dell’amico Alessandro.
“Sopravvoliamo” sull’atletica pur ricordando che  in passato anche lo sci di fondo russo ha avuto i  suoi martiri. A me l’unico sorriso sul doping  lo strappa il sindaco di Riga che è riuscito a gestirla con ironia. meldoniumD’altronde loro il Meldonium lo producono, quindi è una risorsa.
Da sostenitore del dubbio (e non colpevolista incallito), ritengo si debba comunque tirare una riga. C’è un limite a tutto, tranne che all’intelligenza.
Ogni atleta coinvolto attualmente nega l’assunzione del prodotto incriminato dopo la messa al bando del 31/12. Io resto  convinto  che dal momento in cui un farmaco venga utilizzato ciclicamente, l’organismo cambia. Eticamente un atleta pizzicato per un prodotto di terapia, certamente non per uso topico per combattere chessò una congiuntivite o una foruncolosi, dopo la squalifica non ritornerà di certo “l’originale”, resterà modificato, ergo dovrebbe venire escluso definitivamente.
Concludendo, il tweet di Francesco Caligaris del 16/3 che qui riassumo, è il mio  ragionamento “I russi prendevano il #meldonium prima, devono smaltire le tracce”. “Ok. Ma ci dite perché lo prendevano?” “Tutti i campioni sono geneticamente predisposti al diabete?”
In lontananza, se aguzzate le orecchie, si sente lo stridore delle unghie sugli specchi.
Sempre di moda, ma ne abbiamo già letti anche nell’anno e nei mesi scorsi, gli insabbiamenti cinesi. Questi come al solito non si arrampicano in difficilissime scuse: tacciono. Al momento continua anche il silenzio della WADA. Mancano solo i depistaggi  dei servizi e il pranzo è servito.
Era provocazione, ma ora l’indignazione (ed è solo un eufemismo) degli atleti  @iamdopingfree è certificata. Resta un nick di provocazione, ma è d’altronde il modus operandi di  un movimento che vuole farsi sentire. Hanno ragione e basta.  Non importa se azzurri o altri. Di @iamdopingfree cosa sono e cosa fanno, ne abbiamo  parlato nel salottino di C4 con Mike Maric. (e se non sapete chi è lo ascoltate qui). Io sono avvilito.
Non parlate poi di doping con Walter Bolognani. Ha ogni giorno di più  il nervo scoperto e ne urla tutto il disappunto Per essere uno che era poco favorevole  anche agli integratori, su questi argomenti non ci vuole di certo  la scala per fargli salire la carogna.
E ora?  Il fatto certo è che  i dubbi sollevati tempo fa sono tremendamente reali. Speriamo che la Pasqua faccia trovare nell’uovo il buon senso…
Da Rimini leggo dell’ultima frontiera. Lo studio, o gli studi  realizzati e certificati qualche tempo fa da alcune università inglesi. Il toccasana sarebbe  il succo di barbabietola.

Se si continua di qusto passo, a Rio potremmo  trovare solo l’80% della concorrenza attuale? Vedremo se saranno rossi di barbabietola e non di vergogna.
Intanto andiamo a Riccione ricordando @iamdopingfree, Dante, Ulisse e  il canto XXVI

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

Stasera leggo un libro, lascio spenta la tv e buona Pasqua.

P.S. mentre rientro in auto sento dalla radio anche l’ultima news delle 18. Un cretino, di quelli da frustare in piazza per abuso di ignoranza, Davide Vasta rugbista dell’Amatori Catania è risultato positivo a testosterone, boldenone metabolita, drostanolone, mesterolone, metandienone, metasterone, metildienolone, stenbolone metabolita, clomifene metabolita, 19-noretiocolanolone, 19-norandrosterone. Nuovo record mondiale di positività.

Ma vaffanculo va…

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One response to “Ulisse e il fascino del condannato”

  1. filiprusc says :

    scopriamo l’acqua calda ma spesso fa notizia solo se i “cattivi” vengono dall’est. Quindi a molti piace girare la testa o nascondere la polvere sotto la cenere. Vogliamo parlare di doping? Vogliamo farlo seriamente? Vogliamo proporre, educare, prevenire e, in seconda battuta, reprimere? Non credo che lo si farà… ora parecchi si stracceranno le vesti, si scandalizzeranno, scopriranno, appunto, l’acqua calda ma tra qualche giorno.. altro giro altra corsa! Ne parliamo nel nostro piccolo? Strano che, percentualmente parlando, molti atleti (anche nuotatori) “soffrano” d’asma in rapporto ai coetanei. Quanti di noi sanno, o peggio, hanno visto piccoli nuotatori buttarsi nel corpo tante “schifezze”, accondiscendendo psicotici e frustrati genitori? Potremmo parlarne per mesi… Sono stato in una bella Nazione del nord Europa e, sempre restando nel mondo del nuoto, ho avuto la fortuna di dialogare con un affermato allenatore che tra i vari argomenti mi ha fatto capire tante cosine.. Mi diceva, ad esempio, che in molti Stati non si organizzano competizioni a livello nazionale per ragazzi sotto i 12 anni proprio perchè quella è l’eta nella quale ci si deve concentrare alla formazione tecnica/motoria e non pensare a “spremere” il bambino (non atleta) affinchè la società sportiva ne tragga pubblicità ecc. ecc. con tutti i relativi “giri economici e politici”. (ed in effetti è strano che poi, sempre parlando in termini percentuali, il nuoto italiano non sia proporzionalmente importante come quello di altre nazioni.. e per fortuna abbiamo qualche “mosca bianca” !). Mi femo qui, buone festività a tutti

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