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Il paradigma del verbo olimpico

Ogni cosa ha il suo tempo e spazio, come ogni verbo ha la sua declinazione. Sono esempi di paradigma le forme che prende un verbo nella coniugazione, un pronome, un aggettivo e un nome nella declinazione, come ciclicamente 182571728saltiParadigma_01si replicano i periodi preolimpico, olimpico, paralimpico e polemico.

Le coniugazioni dello sport, come pure i tempi, sono diversi dalla grammatica che viene abitualmente studiata. Non c’è l’infinito, c’è il presente, molto passato. Anche il futuro, spesso anteriore, risulta a volte  imperfetto. Molto condizionale, poco congiuntivo, più frequenti le congiuntiviti, al limite l’influenza.
Unica eccezione la fa sudare, che resta fisso ed inamovibile.

Se il lustro è un periodo di 5 anni, il preolimpico è un’era sportiva stimabile attorno ai 4 anni. In realtà  leggermente inferiore.  Non è un tempo semplice, ma composto e programmabile di cui tutti sono depositari della verità. Sono 4 anni che servono per il ricambio generazionale, che concedono agli highlander una nuova indimenticabile occasione per stroncare le ambizioni dei normali.  E’ in ogni caso un periodo di investimento. Non so se in borsa o a poker, ma con alcune solide certezze: c’è chi vince e chi perde.

Il periodo Olimpico ha in proporzione la durata di una doccia. Veloce, scorrevole, gratificante. E’ scandito da ritmi, tempi e regole, rituali che sono più o meno noti e ripetitivi. Ha qualche imprevisto come nel Monopoli ma puoi giocarti le probabilità. Tanti ne escono puliti, altri vorrebbero entrare da sporchi. Non sempre la doccia, pardon il periodo olimpico ha tutto il rispetto che merita. Ha un  effetto collaterale riconoscibile dal caratteristico ornamento pittorico che fiorisce subito dopo a livello cutaneo. Neanche fosse un herpes.

Paralimpico è un periodo di durata più o meno equivalente, ma caratterizzato da ristrettezze visto che gli ultimi che saranno beati solo e soltanto se i primi sono stati onesti. Para-limpico, ma badaben badabene… è, e resta, Olimpico, riservato a veri atleti temprati dalla volontà  e dal sacrificio.  E’ un periodo che unisce e premia  la voglia di impegnarsi alla faccia del destino per alcuni decisamente avverso (rif. Marieke Vervoort).
Il tempo paralimpico non interessa a tutti, ma ha tutto il mio rispetto: qui vincono tutti.

Il periodo Polemico ha a propria disposizione tutto il tempo necessario e brilla di luce propria. E’ un lasso di tempo di tipo continuato. A livello verbale può essere transitivo e intransitivo, ma è fornito anche dell’eccezione matematica.  La proprietà riflessiva, antiriflessiva, simmetrica, antisimmetrica e transitiva delle relazioni matematiche della polemica permette a chiunque di dimostrare dopo… che prima si sarebbe potuto fare diversamente e dimostrare, con tanto di formula, come si sarebbe potuto ottenere il risultato desiderato.

In realtà si può fare in modo diverso solo se si pensa in modo diverso. E non si può pensare in modo diverso se non si vedono le cose in modo diverso.
Occorre allenarsi a fare salti di paradigma. Una formula vista prima che io nascessi da Kuhn. Ma solo da lui.

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